Domenico Cara. Recensione a “L’anima e il lago”

 LE VIE INTERNE D’UNA MEMORIA SOFFERTA
 
Nell’apparente passività di un “lago” lombardo, l’evocazione di Giorgina Busca Gernetti riscopre una tragica memoria consumata d’improvviso (e imprevista) in un tempo di guerra: il giovane padre della poetessa in un’azione aerea perde la vita; lei ancora non – nata, ma poi coinvolta in un assoluto dolore, che la sua “anima” rende attivo e minaccia una spontanea e traumatica continuità! La sintesi del disegno permette di pensare a un’interrogazione da cui è difficile distogliere sia la pena, sia la solitudine che riavviano l’amara visione, il lacerato e multiplo codice dell’affetto trafitto, e la stessa architettura del fato imposto alle persone che il padre ha lasciato davanti alla sua scomparsa. Così, Giorgina Busca Gernetti ricompone la persistenza acre che attraversa e accerchia la sua psiche e la dignitosa disperazione. Ed ecco, nel secco silenzio del ricordo e di un’atroce pre – neonatalità, tutti i momenti e i movimenti anche mentali della sua passione indimenticabile. Nei versi di un poemetto (in tredici lasse intitolate) conferisce l’immagine molteplice dello sfacelo familiare e ormai adulto quanto mai. L’animazione quindi è rivolta ai modelli poetici ai quali l’Autrice è più votata, in una rievocazione ritualizzante su verso limpido, luci non funeree, ritmi metafisici a segno religioso, insonni e fantasmatici, anziché a cronaca necrologica o a codici prestabiliti, scanditi dall’uso comune. In un “lago grigio, / pallido, livido” // “ ancora un lampo / squarcia violento le nuvole / e s’inabissa / nell’onde tumide” // “si gonfia minaccioso in onde nere / e schiaffeggia le rive” // “scrosci dal cielo nel grigio dell’anima / che s’annulla nel lago” //.
E, nel continuum della comunicazione conflittuale, la frequentazione ai riferimenti al lago oscuro, all’anima oppressa, ritrova campi verticali e vibrazioni assidue di poeticità mai fiaccata.
La morte è una fissità tutt’altro che utopica, e lo svolgimento segnaletico affianca una soluzione ad assimilazione cristica, dove l’evento è un ben decifrabile “crucifige”, sia per l’uomo – padre che ha ispirato la “ricordanza”, sia per l’anima dolorosa che rinnova la mediazione postuma, e un ridefinirsi angoscioso di quanto è accaduto nel medesimo frangente ibrido e fosco: “ed io non sono più viva / sulla terra feconda”! Così, questi graffi descritti per sensibilità e amore, non si sa quanto abbiano di interiettivo jacoponico, e quanto della filmografia sulla storia contemporanea, abituata a raccontare tutto di quello che rilegge della realtà direttamente, per far spettacolo e rendere vividi gli stessi strappi di esistenza. Qui non ci sono “anni solari” come accade al prolifico nonagenario fiorentino Giovanni Stefano Savino, ma insospettabili, ipertrofici e insistiti tormenti, che fanno a meno della letteratura e delle approssimazioni elegiache quotidiane.
E, intanto, dai versi campeggia, a conti fatti, una protesta contro la guerra che, insieme all’urlo del tiranno, distrugge – in infiniti disastri – corpi e risorse di ogni civiltà. La poesia è quindi al centro di ogni temperatura per regolare le turbolenze epocali e le lotte per la pace. E questo  è un indubitabile senso per dissuadere da tutti i passati e fino al presente, colti da tentazioni universali che, comunque, non possono insegnare qualsiasi sopportazione per eliminare la vita di ognuno, fissata pertanto da palpitanti cicatrici e scaraventata in qualsiasi suolo o tumido lago.  lago.                                                                                              

  Domenico Cara

*
Giorgina Busca Gernetti: L’anima e il lago, Edizioni Pomezia- Notizie, 2010. 

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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