“Una Lettera d’Amore”

UNA LETTERA D’AMORE

Mio, per sempre mio,

non spedirò mai questa lettera, perciò posso parlarti con estrema sincerità, posso mettere il mio animo a nudo e deporlo con dolce abbandono nelle tue mani, senza pudori e reticenze. Non esistono divieti per queste mie parole perché nessuno potrà mai leggerle, tanto meno tu che ne sei il destinatario ideale, il soggetto di cui desidero parlare, l’oggetto dei miei pensieri e, se non temessi di cadere nel romanticismo più edulcorato, direi anche dei miei sogni, sia che io dorma, sia che io vegli.

Quanti finora hanno detto alla persona amata: «Tu sei il mio primo pensiero appena mi sveglio, l’ultimo quando sto per addormentarmi»?

Migliaia, forse molti di più. Anch’io lo posso affermare, anzi, vorrei ripeterlo, gridarlo e riascoltarlo rimandato dall’eco, ma tu non lo saprai mai né dalla mia voce né dai miei scritti. Eppure è la verità.

Quando si esce dalla nebulosità del sonno, se non si è svegliati bruscamente, ma il passaggio dallo stato incosciente a quello cosciente avviene piano piano, in modo quasi impercettibile, un pensiero si affaccia alla mente ormai vigile e suscita dolore o piacere secondo gli eventi della vita. Mi è capitato, infatti, di pensare immediatamente a qualcosa di doloroso, fonte d’angoscia, che probabilmente ha persino causato il risveglio stesso, oppure ha reso tormentato il sonno, seppure nell’inconscio.

Ma ora che ti amo (ecco, finalmente lo posso dire!), ora che ammetto di fronte alla mia coscienza di amarti ormai da molto tempo, la mia prima sensazione mattutina è il benessere, il trovarmi in armonia con me stessa, il piacere d’essere viva, di respirare, di vedere la luce che filtra dalle persiane ancora chiuse.

Subito dopo prorompe nella mente il “pensiero dominante”, dolce e tirannico a un tempo: tu esisti, io ti ho conosciuto, ho scoperto in te quei pregi, quelle virtù, quella gentilezza d’animo e di modi che ti rendono così nobile ai miei occhi.

Tu esisti ed io ti amo. Io ti amo, perciò esisto. («Cogito, ergo sum» diceva Cartesio. «Amo, ergo sum» dico io, parafrasando le sue celebri parole). Tu sei infatti la ragione essenziale del mio esistere oggi, ieri, domani, sempre. Tu sei la “condicio sine qua non” della mia vita in quest’ultimo anno della mia grigia esistenza: grigia prima che v’irrompessi tu a illuminarla, a renderle quei colori vividi che la Noia (preferisci “spleen”, oppure “ennui”?) aveva offuscati come la polvere dei secoli annerisce un affresco.

Si può vivere senz’aria? No, è ovvio: se non si respira ossigeno si muore. Anche l’umile filo d’erba si scava nella terra, talora fra le pietre, una via verso la luce e l’aria per poter conquistare il suo spazio vitale, la sua “condicio sine qua non”: l’aria e la luce.

E tu mi hai portato la luce e sei per me l’aria che mi alimenta giorno dopo giorno, facendo sì che quell’umile filo d’erba che io ero prima di incontrarti, ancora cieco nell’oscurità e prigioniero della terra che lo soffocava, trovasse la forza di percorrere l’ultimo tratto verso la libertà: dal buio alla luce, dal carcere soffocante all’aria pura, cioè alla vita.

Ma tutto questo mio amore per te è ricambiato? Non lo so e non posso nemmeno cercare di scoprirlo. Sono troppo orgogliosa per esporre i miei sentimenti più profondi a un’eventuale sconfitta, a un’avvilente delusione.

Se tu non mi amassi, di fronte a una mia larvata confessione di ciò che provo per te, saresti costretto a trovare le parole più delicate, ma pur sempre dolorose per me, con cui farmi comprendere la tua indifferenza, o per lo meno la tua profonda amicizia, ma nulla di più e di diverso. Saresti molto imbarazzato di fronte a me, ed io ancora più di te: io sarei disperata!

E se invece anche tu mi amassi? Certe volte ho avuto la sensazione che la tua amicizia si stesse trasformando in vero e proprio amore; ma sono state impressioni repentine e fuggevoli, fatte di sguardi più intensi e ardenti del solito, di strette di mano forse più lunghe (ma solo di qualche frazione d’istante), di toni di voce improvvisamente più caldi. Ma bastano queste fragili prove a dimostrarmi il tuo amore per me? Non lo saprò mai, anche perché non ti chiederei mai nulla per timore di aver frainteso il tuo comportamento, di aver attribuito un significato diverso a un gesto compiuto senza particolari intenzioni: senza amore, per essere più chiari.

Ma forse mi ami, anzi, sono certa che mi ami anche tu, ma che cerchi di non farmelo capire perché noi non possiamo “vivere” questo nostro profondo sentimento: esistono legami, divieti, ostacoli, impedimenti che ci costringono a nascondere persino a noi stessi questo affetto, cresciuto a poco a poco, quasi impercettibilmente, come un fiore stupendo e raro ma intangibile.

Noi allora “comunichiamo senza poter comunicare”. Sappiamo che sotto le parole realmente pronunciate si nascondono altre parole che non possiamo dire perché la nostra stessa coscienza ce lo impedisce. Noi vogliamo essere onesti e puri; non vogliamo sprofondare nello squallore un sentimento luminoso, fiorito contro le nostre aspettative e indipendentemente dalla nostra volontà. Il destino ce lo ha imposto: noi non abbiamo alcun potere contro di esso. Dovremo allora trasferire nella sfera onirica il nostro amore, poiché quella della realtà ci è preclusa. Continueremo a incontrarci come sempre, a parlare degli argomenti che ci legano, cioè la poesia, l’arte, la musica. Parleremo anche della nostra profonda e limpida amicizia, come abbiamo fatto sempre più spesso. Ma non parleremo mai d’amore. Non possiamo! Ecco perché non spedirò mai questa lettera.

In questo modo, però, il nostro amore non sarà mai scalfito dalla realtà. Sarà puro, eterno e perfetto come un’idea platonica.

Addio per sempre!

*

pubblicata in Dedalus n. 1, Puntoacapo, Novi Ligure 2011

 

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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