Eugen Galasso, Recensione a “Parole d’ombraluce”

Giorgina Busca Gernetti, Parole d’ombraluce, Torino, Genesi 2006

 Questo apparente ossimoro (ombraluce), che in realtà richiama qualcosa di simile ma diverso dalla “penombra” (“Twilight” in inglese, “Zwielicht” in tedesco, espressioni molto simili in altre lingue, dove però nelle lingue germaniche prevale il concetto di luce spuria, luce”altra” – cfr. la serie TV “The Twilight Zone”, in realtà scritta da un “signor” scrittore del “fantastico” quale Rod Serling, purtropppo prematurante scomparso, in alcuni casi dal grandissimo Ray Bradbury, tuttora vivente) richiama i “misteriosi atti nostri” (Federigo Tozzi), che, con una metrica e una prosodia classica, da classicista, cioè da studiosa e amante del mondo classico (docente di italiano e latino, dottoressa in lettere classiche), Giorgina Busca Gernetti ripropone sempre le esperienze, i sentimenti, le sensazioni, i pensieri, in complesso la vita assolutamente intesa (cioè come sciolta, per quanto possibile, da ogni vincolo), quello che, schlereniamente, possiamo definire “il mondo della vita”. In altri termini, insomma, è la realtà, interiore in primis, ma poi anche relazionale (mondo interno-mondo esterno) ad orientare la poetica e poi concretamente la poesia-il poieìn – dell’autrice, non la sapienza; insomma, a differenza che in altri autori, nella Busca Gernetti, non c’è nulla di un calco neo-neo-classico (ormai l’operazione rimanda/rimanderebbe agli specchi che rispecchiano altri specchi, che a loro volta…), bensì una creazione spontanea che, naturaliter, incanala il proprio significante nella direzione del metro e della musicalità classica, dove intendiamo sia quella prettamente quantitativa della poesia classica (greca e romana, nella nostra cultura”occidentale”, dove generalmente, con poche eccezioni, anche l’Antico Testamento, siamo costretti a leggerlo in una traduzione in queste lingue, o nella Vulgata o in altra versione) sia quella della poesia, divenuta classica, italiana e non. In altri termini, una poesia che sorge/sgorga (se volete) originariamente, che ha ben presenti dei modelli, ma si muove poi con grande autonomia rispetto a tale armamentario/bagaglio culturale, invero necessario oggi, per chi crei poesia (la “spontaneità assoluta”, il “poeta illetterato”ecc. sono mere costruzioni fantasmatiche, lo dico anche per aver esaminato testi che pretendevano invece di muoversi in quest’ottica). Sezioni diverse (“Aegritudines”, “Luce in Calabria”, “Il tempo, la memoria, la poesia”, “Macchie d’ombra”, “Epicedio per mia madre”, “Luci ed ombre nella natura”, “Amores”) che, pur componendo un disegno corale-sinfonico, sono da esaminare anche nella loro specificità, appunto corrispondendo a singole sensazioni, a singoli “momenti”, dove il momento è sempre il kairòs, il momento evenemenziale, proprio anche (non vorremmo dire soprattutto), sembrerebbe un rincorrere un “minimalismo d’accatto”, tra l’altro assolutamente assente da questa poesia-creazione poetica, che invece non si compiace della bellezza del verso, ma lo vettorializza verso una creazione di senso precisa, che tuttavia rimane aperta, polisemica, come la poesia vera deve essere. Alcuni simboli-chiave, quali l’Angelo, la classicità, quasi in un’ideale fusione, che non è confusione, non precludono altre piste di lettura, per certi versi anche sicuramente più legittime di quelle qui brevemente proposte, meglio anzi accennate.

Eugen Galasso 

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 Pubblicata nel semestrale La Gazzetta di Bolzano, n. 34 / 2008

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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