Pasquale Matrone. Recensione a “Sette storie al femminile”

Giorgina Busca Gernetti, Sette Storie al femminile

Annuario Dedalus n° l

Puntoocapo editrice, Novi Ligure (Al) 2011

Giorgina Busca Gernetti è un’artista raffinata e colta che ha fatto della ricerca ininterrotta del perfetto equilibrio tra il bello e il vero la sua ragione di vita. Mai sazia di conoscenza, infatti, ella continua a esplorare l’universo della scrittura per individuare il giusto rapporto tra innovazione e tradizione, tra sperimentalismi del presente e modelli del passato ancora capaci di svelare segreti, strategie e ragioni della letteratura autentica: quella che evita di strizzare l’occhio alle mode effimere e alle improvvisazioni dannose e generatrici, specie nei giovani, di equivoci e disorientamento. E non si ferma alla scrittura. Versatile e attenta a tutti i linguaggi, l’artista lombarda, è avvezza muoversi, con magistrale perizia, in altri ambiti: la pittura, l’architettura, la musica classica, la danza. È altresì un’osservatrice attenta della natura di cui sa leggere i segni, il linguaggio segreto, l’intima armonia che lega anche il più piccolo filo d’erba all’intero universo …

Qualche anno fa, nel recensire Parole d’ombraluce, una sua coinvolgente ed elegante raccolta di versi, edita da Genesi, scrissi: ” … il prendere atto dell’ottusa ineluttabilità del male radicato come inestirpabile gramigna dentro gli uomini e le cose, mai si trasforma in un alibi atto a sostenere le ragioni della resa. Giorgina Busca non cede alla rassegnazione. Lei conosce la formula segreta per trasformare le parole in musica vivificatrice e sublime. Questo le dà vigore, la rasserena. Vincerà, dunque, la solitudine e la malinconia plumbea dell’inverno. Varcherà la soglia dell’Inconoscibile”. Ero rimasto colpito dallo spessore culturale in cui si radicavano i versi e dall’alta tensione etica sottesa al messaggio veicolato dal libro.

L’esplorazione dei racconti mi ha dato ulteriore conferma del valore di un’artista le cui risorse estetiche sono ampie e tali da consentirle di muoversi anche nella prosa con grande disinvoltura.I suoi racconti, brevi e privi di virtuosismi, rispecchiano in pieno il suo universo valoriale e traggono giovamento e musica dalle abilità e dall’esperienza accumulata nel produrre versi senza mai smettere di rileggere i grandi del presente, ma anche e soprattutto quelli delle letterature greca e latina. La prosa, sorretta da grande misura, nulla concede alla banalità e all’improvvisazione; e, soprattutto, è costantemente tesa a creare l’indispensabile sintonia tra ragione e cuore, storia e metastoria, reale e fantastico, umano e divino … Leggendo le storie di Giorgina Busca Gernetti, ho avuto modo di costatare che, come è abituata a fare nella poesia, anche nella prosa procede per sottrazioni, elimina il superfluo, sliricizza, forte di quanto realizzato da Leopardi nella poesia e da Manzoni nella prosa. Da quest’ultimo poi la scrittrice ha saputo mutuare il tono medio …

La bella antologia, curata da Ivano Mugnaini, un intellettuale serio sempre attento a valorizzare le voci più genuine del nostro tempo, inizia con ben sette racconti di Giorgina Busca Gernetti, che è l’autrice più presente nella raccolta.

I lettori si lasceranno conquistare facilmente dalla scrittura di Giorgina Gernetti. Via Pirandello, Una lettera d’amore, Amore e morte nel Castello di Bardi, Fuochi d’artificio, Profumo di Haiku, L’ultima lettera di Fatima, Miraggio a Segestanarrano storie capaci di lasciare il segno nella mente e nel cuore. Livia che, con il suo cavallino nero ancora intatto tra le mani, finalmente raggiunge il marito in via Pirandello; il professore Ferri, valente psicanalista e Giorgia, terrorizzata dai fuochi d’artificio che fanno riemergere dal suo inconscio ben altri e assai più terribili fuochi; Lucia che, grazie a Mara, riesce a scrivere un haiku, smettendo finalmente di essere una monade senza porte e senza finestre; Zaira, che quando giunge la lettera della sua Fatima, non sa più se ridere di gioia o scoppiare a piangere; Fatima, il cui corpo ripescato nel fiume, viene identificato a fatica, grazie a una minigonna rossa, un top viola e lunghi stivali neri; Elena, a Segesta, e la sacerdotessa, col suo cesto di frutti della terra da offrire al sole …

Personaggi ben delineati si muovono con disinvoltura su un palcoscenico dove ogni elemento è in perfetta sintonia con lo spirito della rappresentazione. Perciò rimangono impressi e riescono ad accendere nel lettore il desiderio di rileggere. E questo è un desiderio che, purtroppo, nasce sempre più raramente in chi ha il vizio di frequentare la narrativa contemporanea

 Pasquale Matrone

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Recensione a cura di Pasquale Matrone.

Pubblicata su La Nuova Tribuna Letteraria, n. 108/2012

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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