Maria Antonietta Mòsele. Recensione a “Itinerario verso il 27 agosto 1950”

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Giorgina Busca Gernetti. Itinerario verso il 27 agosto 1950.

Cesare Pavese nel centenario della nascita, Youcanprint, Tricase (Lecce) 2012, pp.40, € 10,00 

Giorgina Busca Gernetti ci vuole presentare l’Itinerario verso il 27 agosto 1950 – Cesare Pavese nel centenario della nascita, un saggio “pensato, steso e pubblicato” nel 2008, che si trova nel XXXIX volume degli Annali (Anno Accademico 2008/09) del Centro “Pannunzio” di Torino.

Il 27 agosto 1950 è la data della morte volontaria di Pavese, avvenuta in una stanza d’albergo, a Torino, in un’angosciosa solitudine. I suoi ultimi lavori sono il romanzo La luna e i falò e i Dialoghi con Leucò con la scritta in prima pagina: “Perdono a tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi.”.

Sembra che il suo “vizio assurdo” sia stato l’ombra della morte che lo ha perseguitato per tutta la vita e che ritorna in tutte le sue opere: una solitudine tragica, un disperato bisogno di affetto mai soddisfatto, vuoto ed angoscia esistenziali, senso di fallimento e di inadeguatezza alla vita di cui si sentiva solo spettatore.

Già a diciotto anni scriveva: “Pavese è morto”.

E nel 1927, dopo aver sparato per terra con la rivoltella, scrive ad un amico: “Quando… l’ultima illusione e i timori mi avranno abbandonato e me l’appoggerò contro una tempia per spaccarmi il cervello”. Tutto questo, in seguito alla delusione provata dal tradimento della ballerina di cui si era innamorato, delusione seguita ad alcune altre di precedenti donne. Infatti, proprio una donna (quella “dalla voce rauca”) di cui si era invaghito, attraverso lettere politiche compromettenti lo fece ingiustamente arrestare e condannare al confino per un anno. Perciò, sconsolato, dice: “Ho imparato a scrivere, non a vivere”.

Questo stato d’animo tormentato, che egli combatte con lo scrivere e che definisce “dolore operoso”, gli dà, per tutta la vita, feconda ispirazione autentica, non accademica.

Per lui, poesia – dono divino, l’unica cosa veramente nostra – significa esprimere il sentimento non solo della bellezza, ma anche del brutto, “di quel contrasto tra bene e male che è la vita”. Per lui, solo “la donna e la poesia” possono far guarire. Egli ambisce “a valere alla penna e alla donna”: soltanto cosi possono sentirsi vero uomo e vero artista.

Ma anche la letteratura lo deluderà: l’opera “Lavorare stanca”, cosi innovativa, non viene capita. Pensare che vi scrive di sé: “Quest’uomo vorrebbe lui averlo un bambino e guardarlo giocare”.

Il 25 marzo 1950 dichiara “Ci si uccide per il proprio nulla”. A giugno dello stesso anno riceve il Premio Strega. Il 18 agosto scrive: ”Non parole. Un gesto.”

Nella notte fra il 26 e il 27 agosto “conclude il suo itinerario con estrema dignità”, afferma l’Autrice.

Questo scritto, cosi essenziale e diretto al cuore, ci ha commosso e ci ha fatto tornare alla memoria il grande Poeta di “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”.

Maria Antonietta Mòsele

Recensione pubblicata in Pomezia Notizie, n. 6 / 2013

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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