Giuseppe Panella, Prefazione a “L’anima e il lago”, 2010

IL MISTERO DEL LAGO E L’ATTRAVERSAMENTO DELL’ OMBRA

«Which spills the foremost foeman’s life, that party conquers in the strife»

(Sir Walter Scott, The Lady of the Lake, vv. 2524-2525)

E’ ben noto come esista un’ampia e rilevante tradizione letteraria che vede nel luogo fisico del lago il simbolo evidente di un evento straordinario che sta per accadere. Nel ciclo arturiano è dal lago abitato da Viviana che il re futuro protagonista della ricerca del Graal riceverà la sua spada magica Excalibur e, nelle opere che a partire dal poema di Sir Thomas Malory hanno reso questo tema assai familiare nella cultura anglosassone (La signora del lago di Walter Scott, l’opera lirica che Rossini ne trasse, gli Idilli di Alfred Tennyson, Le gesta di re Artù e dei suoi nobili cavalieri di John Steinbeck, La donna del lago di Raymond Chandler con protagonista quel Philip Marlowe che in principio si chiamava anche lui Mallory), il mistero del lago predomina con la sua tanto inquietante quanto pur limpidissima profondità apparentemente insondabile agli occhi dei non iniziati. Il tema come si vede era vastissimo. Le tredici liriche che compongono questo poemetto compiutamente sviluppato,  L’anima e il lago,  di Giorgina Busca Gernetti hanno tutte come scena primaria le rive e lo specchio di un lago sul quale si susseguono eventi angosciosi, misteriosi, evocativi e, alla fine, almeno parzialmente, rassicuranti.

In effetti, almeno in passato, trascorrere un periodo di vacanza ai laghi è stato per lungo tempo sinonimo di un periodo di calma e di tranquillità, di sospensione delle preoccupazioni della vita, di un soggiorno sereno fatto di pace e di mancanza di problemi troppo stringenti e angosciosi.

Nel poemetto della Busca Gernetti, invece, proprio il lago è il protagonista di un’attesa che fin da subito si manifesta con le caratteristiche di un evento luminoso:

«Il lago si gonfia, ondeggia improvviso, / pallido freme, livido./  Un brivido / raggela le rocce / sferzate, spazzate / dal vento impietoso. / Lacrima il cielo / gocce amare di pena / sulla squallida rena / che turbina / in rapidi vortici» – è l’incipit del primo testo, Tempesta sul lago in agosto,  della raccolta.

A partire da questa turbolenza che potrebbe sembrare esclusivamente atmosferica si dispiega il susseguirsi di momenti catastrofici che attraversano il testo poematico passando dalla pioggia e il vento del temporale all’interrogazione mantica delle rune che non sortisce però alcun effetto. Successivamente sulle rive del lago tormentato dalla bufera e dopo un incubo in cui i fantasmi più temibili del passato si manifestano rivelando la loro natura minacciosa, problematica, questioni lasciate aperte nel passato e che vanno una volta per tutte assunte in carico e definitivamente risolte:

«Vaga lo spirito libero e lieve / nell’aria del crepuscolo, nell’acqua / del lago, sulle pietre della riva, / pietre-macigni, pesi tormentosi /  per l’anima trafitta / dal buio della vita appena spenta. // Una porta di ferro nero sbarra / la strada verso l’Oltre, / verso l’ambita Soglia del Mistero / segreta per gli umani, che nel buio / del dubbio sulla sorte si trascinano. / Lo spirito s’accosta…»

Siamo in presenza di una vera e propria nekyia in cui le apparizioni orrorose si mescolano alla pietas filiale fino ad uno scioglimento che non sarà però totale:

«Sole e lago, in estate, / luce e serenità donano all’animo / libero da inquietudine, / lieve com’ala d’elegante airone / che in fuga il cielo fende / verso una meta ignota per lo sguardo…»

Elegante e lucido, spietato quanto appassionato, questo poemetto rivela i misteri di un’anima con parole classicamente sobrie e senza concessioni allo spirito dei tempi.

(Giuseppe Panella, Scuola Normale Superiore di Pisa)

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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