Diario e lettere di piccoli Ebrei deportati

Stella di Davide

“…       io      penso che rimane sempre qualche cosa di bello, la natura lo splendore del      sole, la libertà, noi stessi; è un possesso che non si perde. Contempla      queste cose e ritroverai te stesso e Dio, e riacquisterai il tuo      equilibrio.        Chi è felice farà felici anche gli altri, chi ha coraggio e fiducia non      sarà mai sopraffatto dalla sventura! ..

…      ecco che cos’è difficile in quest’epoca: gli ideali, i sogni e le belle      aspettative non fanno neppure in tempo a nascere che già vengono colpiti      e completamente devastati dalla realtà più crudele. è molto strano che      io non abbia abbandonato tutti i miei sogni perché sembrano assurdi e      irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perché      credo tuttora all’intima bontà dell’uomo. Mi è proprio impossibile      costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione.      Vedo che il mondo lentamente si trasforma  in un deserto, sento      sempre più forte  il rombo che si avvicina, che ucciderà anche noi,      sono partecipe del dolore di milioni di persone, eppure, quando guardo il      cielo, penso che tutto si tornerà a volgersi al bene, che anche questa      spietata durezza cesserà, che nel mondo torneranno tranquillità e pace.      Nel frattempo devo conservare alti i miei ideali, che forse nei tempi a      venire si potranno ancora realizzare! …  (15 luglio 1944)”

(Anne Frank, Diario, Einaudi)

*

Miei cari genitori,
se il cielo fosse carta e tutti i mari del mondo inchiostro, non potrei      descrivervi le mie sofferenze e tutto ciò che vedo intorno a me.
Il campo si trova in una radura. Sin dal mattino ci cacciano al lavoro      nella foresta. I miei piedi sanguinano perché ci hanno portato via le      scarpe… Tutto il giorno lavoriamo quasi senza mangiare e la notte      dormiamo sulla terra (ci hanno portato via anche i nostri mantelli).
Ogni notte soldati ubriachi vengono a picchiarci con bastoni di legno e il      mio corpo è pieno di lividi come un pezzo di legno bruciacchiato. Alle      volte ci gettano qualche carota cruda, una barbabietola, ed è una      vergogna: ci si batte per averne un pezzetto e persino qualche foglia.
L’altro giorno due ragazzi sono scappati, allora ci hanno messo in fila      e ogni quinto della fila veniva fucilato… Io non ero il quinto, ma so      che non uscirò vivo di qui. Dico addio a tutti, cara mamma, caro papà,      mie sorelle e miei fratelli, e piango…

(lettera scritta in yiddish da un ragazzo di 14 anni nel campo di      concentramento di Pustkow (Galizia) a un giovane contadino della zona che     la recapitò ai suoi genitori.)
      

*

Appena qualcuno arriva qui ogni cosa      sembra strana.       Come devo coricarmi per terra?       No, io non mangerò quella sudicia patata nera       E questa sarà la mia casa? Dio com’è lurida!       Il pavimento è solo fango e sporcizia       e qui io dovrei distendermicome farò senza sporcarmi?       C’è sempre un gran movimento quaggiù e tante tante mosche       ma le mosche non portano le malattie?       Ecco, qualcosa mi ha punto: una cimice forse.       Com’è orribile Terezìn! Chissà quando ritorneremo a casa… Teddy      

(poesia scritta nel 1943 da un bambino internato nel Campo di      concentramento di Terezìn di cui si conosce solo il nome)

***

Questa lettera è indirizzata a mio fratello:

 Ciao      fratellino, noi da domani non ci vedremo più, sono in un campo di concentramento e sarò  fucilato o messo nella camera a gas.             

Ti ho voluto sempre molto bene e grazie per tutte le cose che hai fatto per me.             

Studia e stammi bene.             

              Baci Davide              

             (Davide B.)

***

Potrei continuare ancora…

  

     
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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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