“Onda per onda”, Ed. del Leone, Spinea 2007. Prefazione di Paolo Ruffilli

ONDA PER ONDA

Prefazione di Paolo Ruffilli a “Onda per onda”

 La voce poetica di Giorgina Busca Gernetti si pone sempre come una sorta di testimonianza essenziale di vita. Occasioni di luoghi, di stagioni, di oggetti, di sentimenti, di figure incontrate o contemplate anche solo per un istante, di amori e di affetti, lo dimostrano nella sua lunga e stratificata esperienza lirica, in una successione di intense e luminosissime raccolte da Asfodeli (1998) a La luna e la memoria (2000) a Ombra della sera (2002) e fino a Parole d’ombraluce (2006). Quella consapevolezza esistenziale, che arriva a consegnare al poeta la conoscenza profonda delle cose del mondo ma che gli fa respingere la tentazione della saggezza, ritorna in modo esemplare nella presente selezione delle poesie che hanno a tema il mare. Mare come archetipo primario e fondamentale, nella sua doppia valenza positiva e negativa, di sviluppo e di cancellazione (laboratorio della vita e sua gabbia mortale), di bonaccia e di tempesta. Mare che è amico, fratello, padre, ma anche mostro incattivito: placido e agitato, sereno e cupo, che ride e che ruggisce. Insomma, valore eterno e suggestivo in tutte le sue facce.

“Nella mia prima infanzia sognatrice

il mare fu il più grande e sacro mito

che s’imprimesse a fondo nella mente

e nell’animo, pregno

per sempre del suo fascino immortale.”

Ciò che fa dire appunto a Giorgina Busca Gernetti, in un’altra poesia, che ama il mare “quando s’adira” con la sua spuma bianca simile a trina di donna proprio come “quando si placa” e si sgonfiano i tumidi marosi e l’onda ormai leggera depone le sue prede sulla rena bagnata. L’azzurro vivo del mare che palpita in onde lente nel silenzio e nella pace trova il suo corrispettivo non meno stimolante sul piano metaforico nel torbido colore frutto della collera di altre onde rabbiose. E, se il fortunale apre il passaggio verso quella profondità in cui si rimescolano acqua, aria e terra, la luna di una tranquilla notte d’estate crea l’illusione di un “magico ponte argentato di luce vibrante sul mare” che non si sa dove conduca. In ogni caso, facendo da trampolino verso un altrove misterioso che chiede di essere intanto penetrato se non ancora decifrato, “annegando nella profondità dell’animo” come tra i flutti.

“Distesa su uno scoglio

– aspro rifugio dalla folla –

mi perdo con lo sguardo nella pura

e immensa azzurrità

del cielo e delle onde.

Ferma ed assorta, attendo:

docile m’abbandono con la mente

all’alterno innalzarsi ed afflosciarsi

dell’azzurro che freme.”

La poesia di Onda per onda è la luce senza fine di quei frammenti di eterno che Giorgina Busca Gernetti coglie nel “libro” del mare e che manifesta in ognuno dei trenta quadri del suo polittico marino. Nell’estensione subito metaforica di quel mare che è il luogo di frontiera per eccellenza, sul cui specchio illimitato si riflette il passaggio dalla vita in luce dell’infanzia e dell’adolescenza alle penombre della maturità e fino alla consapevolezza della presenza dell’invisibile mostro in attesa. Ma il canto (che ha dunque le sue modulazioni liriche) resta esistenziale e, sia pure in via allegorica, ricorda a tutti noi che “è così facile morire | nel sole, | se non si è nati | per il sole” e che, del resto, ogni creatura vivente strenuamente “difende il suo diritto alla vita”.

Nella poesia di Giorgina Busca Gernetti c’è un’atmosfera raffinata, preziosa, che ha dietro di sé da un lato la presenza intermittente di eroi e divinità della mitologia greca come in una elegantissima tramatura da ceramica corinzia (“armoniosi s’intrecciano i colori “ si potrebbe dire con un suo stesso verso) e dall’altro la fiamma di una vitalità di vita in presa diretta, senza filtri e schermi culturali. Il lettore non può che ritrovarsene coinvolto insieme con l’autrice ed ammirare lo scintillare argenteo dei pesci che guizzano fuori dall’onda, il grido dei gabbiani più in alto e le folate di scirocco improvvise e dolcissime, il fremito di una vela candida che passa e la schiuma che la prua lascia sullo smeraldo della superficie, “senza più peso nel corpo e nell’anima”, in preda alla pura azzurrità.

Paolo Ruffilli

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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