Giuliano Ladolfi. Recensione a “L’anima e il lago”

Giorgina Busca Gernetti, L’anima e il lago, Il Croco, Pomezia 2010

Nessun sentimentalismo, ma evanescenza e sospiri della natura in un paesaggio da favola, dove gli interlocutori sono il lago, il vento, le canne, contraddistinguono la breve, ma preziosa raccolta della Busca Gernetti. Gli elementi descritti, quindi, corrispondono a sentimenti dell’animo e la tempesta sul lago in agosto altro non rappresenta che un turbamento interiore causato dal riaffiorare alla consapevolezza di una ferita che il passato ha nascosto ma non ha guarito. L’io poetico, infatti, si sente travolto dal “Mistero” di vicende che superano l’umana comprensione e generano una sensazione di inconsistenza: «Sono una fragile donna che vive / nell’ostico, ferreo mondo / senza trovare una risposta / che illumini il buio profondo, / che squarci la nube del dubbio». A poco a poco la percezione interiore si trasforma in angoscia, cui corrispondono le urla rabbiose del vento «che s’infuria» sul lago; sopraggiunge allora la percezione del vuoto con la conseguente disindentificazione del sé rappresentata dall’avida notte che «rapida rapisce e nasconde / nelle sue tumide pieghe del manto / anche quel poco barlume di bianco». Evanescenza personale, quindi, ma soprattutto evanescenza di una realtà che in modo impercettibile agisce sull’animo: «Lo scheletro biancastro / allunga su di me il suo braccio scarno». E proprio questa visione prelude, unitamente ad una travolgente sensazione di perdita: «Non odo più stormire / le verdi fronde amiche / di musica frementi / nell’odorato viale». Quell’Oltre, quel Mistero, che si era affacciato alla coscienza, assume la fisionomia di una persona precisa: «“Padre, sei tu?” Pare esclamare fioca / l’anima spirito del lago grigio / […] / Ora gli abbracci / solo tra fredde ombre»; l’anima risponde: «Sorte amara per te, piccola mia, / e per me, che mi spensi nella morte / piangendo le mie bimbe abbandonate / senza poter vedere / te, che crescevi ancora dentro il grembo / della madre piangente». Neppure Sereni, da cui sono ripresi i temi del lago e del colloquio con i morti, giunge ad un’intensità affettiva di tale profondità. Ma l’Ombra vaga inconoscibile sull’acqua come il motivo delle vicende umane: «Ma tutto è Mistero» e «Buio il Mistero». E nella dolente musicalità del verso dello sfondo mobile dell’acqua la poesia placa, in un’accettazione trattenuta il ricordo, la ferita non rimarginata, il senso di un’esistenza non compiuta: «E se dal fondo lo spirito emerge / la luce pare opaca, pare spegnersi»

(Giuliano Ladolfi).

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Recensione di Giuliano Ladolfi pubblicata in “BIBLIO”, AtelierBlog, 26 aprile 2011

Poemetto pubblicato come 1° premio “Città di Pomezia” 2010

 

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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