Tito Cauchi. Recensione al libro “Amores” di Giorgina Busca Gernetti

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Giorgina Busca Gernetti è docente in discipline umanistiche, a riposo, nativa di Piacenza con la vocazione della poesia fin dall’adolescenza, ha pubblicato vari testi poetici, di narrativa e di saggistica, è presente in antologie e riviste, guadagnandosi stima e apprezzamenti. Riconoscimenti merita certamente la recente raccolta Amores, preceduta da alcuni passi del Simposio di Platone, sul dio Eros, in cui il Filosofo, conclude: “Così io sostengo che Amore è il più antico fra gli dei, il più meritevole di onore e quello che è più padrone di spingere gli uomini, da vivi e da morti, all’acquisto della virtù e della felicità.”

Questa raccolta si divide in tre sezioni: Eros, Meminisse iuvat, Amores; ciascuna riportante una citazione, precisamente le prime sono due di Saffo, la terza è di Mimnermo; nondimeno la successione si rivela conseguente facendone un canto unico. Potremmo paragonare Amores a un inno all’amore; ma, credo, che sia qualcosa di più: è un mettere a nudo l’anima. La voce di Giorgina vibra come le corde di un violino, esprime una dichiarazione d’amore, un codice che rivela l’amore contro ogni difficoltà: né tempo, né distanza possono porre fine a un sentimento profondo (un ricordo, una sensazione). Le composizioni, generalmente sono brevi o di media lunghezza, con rare ripetizioni; i versi sono sempre freschi e piani. Aspettative e progetti si coniugano con attesa e ansia, ma l’incertezza raggela l’anima. Nel silenzio la solitudine pesa di più, la percezione si fa più acuta, le pene si ingigantiscono; ci si convince di dovere espiare chissà quale colpa.

Rimane il rimpianto di un momento d’amore non colto che, tuttavia, dà colore all’anima. Sublime è l’ammissione di un sentimento straziante nell’incipit della raccolta, che a sua volta mi sembra una dichiarazione di intenti, un manifesto poetico di cosa significhi fremere d’amore: “Eri di fronte a me; eri vicino/ tanto da inebriarmi/ con l’ardore improvviso del tuo sguardo./ …// Forse anche tu rimpiangi quell’istante/ non colto per la nostra esitazione.” (pag. 9). Cosa resta di un grande inesaudito amore, se non un ricordo replicato con tante immagini, suoni, odori, visioni, illusioni; è l’amore che si nutre di se stesso. Il mondo circostante, i vari elementi della natura diventano parole privilegiate degli innamorati, così vento, aria, notte; ma trovano dimora anche la furia delle Erinni, il timore, l’incertezza.

La Poetessa paragona l’assenza dell’amore a una pianta spoglia o a una stagione sempre grigia, ma dice che giova non perderne memoria. Così affiora il ricordo di un luogo che era divenuto simbolo d’amore: “Le tue parole/ cadevano dolci nell’aria,/ dolci a udirsi/ per chi le bramava/ e temeva/ che non fossero vere” (pag. 21), anche se dopo tanti anni, invece, diventa un simbolo di tristezza, poiché rivolta al suo interlocutore, dice: “Ma tu non c’eri.” È come una delicata lettera d’amore sul filo lirico della tenerezza, dove a primeggiare è l’assenza, la cattiva stagione, ed in ombra rimane solo un rammarico: “Il velame di Lete/ …// Tenue, labile ombra/ nella memoria vana/ resta il tuo etrusco volto.” (pag. 25).

In Amores, la sezione eponima, l’anima della Poetessa, rimane trepidante e mantiene indelebile un segno: “Eppure sento vibrare il tuo animo,/ timidamente rispondere il mio./ E noi, così turbati, stiamo immobili/ nel silenzio che l’amore disvela.” (pag.30). Eppure è sempre presente il contrasto tra passione e disfida, è il sogno che non vuole svanire: “Purpuree vibrazioni nel profumo/ del fiore di Afrodite:/ petali rossi del sangue divino/ per un’infausta spina.” (pag. 32).

Giorgina Busca Gernetti eleva una lode ad Afrodite, ma con il suo Amores non intende dare né precetti, né consolazioni. Direi che la Nostra ha fatto una radiografia, a un corpo vivo, annotando su un registro le emozioni rilevate: sentimenti umani genuini, senza intermediari frivoli e senza artifici linguistici. Così, si dibatte, sacrifica il suo sentimento, ma sa che l’amore non può morire; l’immagine dell’amato è sempre presente, anche se tende a dissolversi. Le ferite possono cicatrizzarsi, ma non nascondersi. Eros è la forza vitale che muove gli esseri umani e, come dice Dante, muove gli astri. Le emozioni registrate sono pura poesia.

Tito Cauchi

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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7 risposte a Tito Cauchi. Recensione al libro “Amores” di Giorgina Busca Gernetti

  1. Grazie, caro Flavio. So che sei sincero, perciò apprezzo ancor più le tue parole.
    Giorgina

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  2. almerighi ha detto:

    Si direbbe, leggendo le recensioni e i versi estrapolati, una poesia cristallina, forbita, la cui scrittura è sistematicamente curata. L’amore trattato con grazia priva di ogni banalità. Ottimo

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  3. Grazie, cara Barbara, e complimenti a te per i tuoi pregevoli scritti sul Teatro. Buon Anno !
    Giorgina

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  4. Grazie, mille grazie! Conosci Tito Cauchi? Altrimenti gli riferisco io la tua gratitudine. Giorgina BG

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  5. leopoldo attolico ha detto:

    A Giorgina e a Tito
    con gratitudine
    leopoldo attolico –

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  6. Sei sempre gentile. Grazie del commento e di nuovo Buon Anno!
    Giorgina

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  7. dimmibarbie ha detto:

    Complimenti cara Giorgina,
    i tuoi versi cantano e incantano, molto bella la recensione.
    Con stima sempre viva,
    un abbraccio e buon 2015,
    Barbara

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