“Tradurre poesia” di Jan Parandowski attraverso Paolo Statuti

magritte golconda

L’illustre scrittore e traduttore polacco Jan Parandowski (1895-1978), inaugurando a Varsavia lo “Studio della Traduzione” nel marzo del 1950, dise tra l’altro: “Il traduttore, se vuole essere degno dei suoi autori, non può fare a meno delle proprie capacità creative, del proprio estro, del proprio slancio lirico…deve essere artista della parola. Quale bellezza lo aspetta alla fine della sua fatica, e com’è bella la fatica stessa. Concentrarsi sull’opera di un poeta di un’altra epoca, di un altro popolo, ascoltare attentamente il ritmo del suo pensiero e seguirne il corso tra le parole e le locuzioni impiegate con una diversa melodia di suoni – è un fatto meraviglioso, una straordinaria e affascinante avventura. Attimi ispirati decidono quale ritmo scegliere, quale tra dieci sinonimi è quello che rende il testo originale più comprensibile, non a scapito della sua peculiarità, ma dandogli una vita nuova: non di un automa, ma di una creatura nata nella libertà dello sforzo creativo…” Queste parole di Parandowski spiegano in modo eloquente ed esauriente perché mi dedico con impegno e passione alla traduzione poetica.

Paolo Statuti

dal blog  “L’Ombra delle Parole”, 23 febbraio 2015

 

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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2 risposte a “Tradurre poesia” di Jan Parandowski attraverso Paolo Statuti

  1. Ti ringrazio per l’apprezzamento. Il testo è davvero pregevole. Solo in questo modo la traduzione poetica non tradisce o persino uccide la poesia.
    Ricambio l’abbraccio e il gradito augurio
    Giorgina

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  2. dimmibarbie ha detto:

    bellissimo post,
    stimo molto il lavoro dei traduttori,
    il loro “riscrivere”il testo , far sì che significante e significato coincidano e suonino meravigliosamente nella nuova lingua che accoglierà le parole del poeta…
    Un caro abbraccio e una buona giornata
    Barbara

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