Commento di Giorgina Busca Gernetti a SEI POESIE dal libro “Radici” di Nazario Pardini

Nazario Pardini

 

Leggere queste poesie scelte dal libro “Radici” (2000) e immediatamente riconoscerne l’autore è come ascoltare tre sole note musicali e poter dire subito: “È Chopin! È Mahler”. Lo stile del Poeta Nazario Pardini è inconfondibile, che si tratti di poesie del 2000 o di composizioni più recenti. Ciò non significa che egli ripeta costantemente gli stessi stilemi, il medesimo lessico, il ritmo classico mai abbandonato, ma piuttosto che resti tenacemente fedele alla tradizione della vera poesia, con un personale sigillo che lo rende unico pur nel solco di molti.
La tradizione classica è l’autentica patria di Nazario Pardini, se così si può dire. La Bellezza è il suo mito. Il ritmo fluente dell’endecasillabo, talora franto dall’agile settenario (non in queste liriche), caratterizza da sempre la sua Poesia dalle composizioni ampie e sapientemente strutturate, in cui risuona un elegante linguaggio che si avvale di un lessico ricco e soprattutto “alto”, lontano dal parlare quotidiano così di moda in questi tempi.
La tessitura del dettato è ricca di parole “antiche” ma non stantìe, di “callidae iuncturae”, di sinestesie, di “enjambement”, di tutto ciò che un poeta classico sa amalgamare per esprimere poeticamente sentimenti, memorie, nostalgie senza facile commozione, ma, anzi, con quella pacatezza che è propria dell’uomo Nazario Pardini.
Ne emergono, in una visione evocativa/emotiva, stagioni soprattutto estive ed autunnali, paesaggi campestri, vigne, prati, campi arati di color bruno acceso, piante in una varietà non artificiosa ma tipica del Pisano, della Garfagnana e del Senese, il fiume, il mare, uccelli, suoni, colori, vicende sbarazzine con gli amici ragazzi come lui e ricordi familiari, sempre legati a quell’ambiente di campagna non lontana dal Tirreno. Il mito della fanciullezza è cantato sapientemente.
Nelle poesie “Alla foce” ed “Era l’estate” Nazario Pardini evoca non la campagna ma la foce del suo bel fiume Arno (o Serchio?) e poco lontano il mare: sole estivo, colori vivaci, uccelli della foce come l’airone, il frinire delle cicale, gorgheggi, il “salso ventre” del Tirreno.
Sarebbero tanti i versi da menzionare per la loro bellezza, ma più di altre liriche emoziona “Immagini”, un accorato ricordo del padre raffigurato nei vari gesti del suo lavoro nei campi e nei prati, sotto lo sguardo attento e affettuoso del figlio bambino.

” (…) Ricordo
che quando il sole per metà si ergeva
sopra la curva verde delle avene,
la sua testa sovrastava il cerchio rosso
frammentato da svoli. L’ho davanti
quell’immagine sacra come icona
che t’infigge lo sguardo negli occhi
ovunque tu li volga.”

In queste poesie “Ottobre”, “Lo stradone della scuola”, “Immagini”, “Il colore marrone della terra”, “Alla foce”, “Era l’estate”, il Poeta usa sempre il verbo al passato perché rievoca tempi lontani, però nelle “immagini” del padre scrive “Ricordo” e “L’ho davanti”. Non è una questione grammaticale, ma un saper rendere vivo dinanzi agli occhi suoi e del lettore chi non c’è più e se n’è andato molto presto, ma si erge sempre massiccio come allora, con il suo “panciotto verdastro” e “la mano sporca di gramigna e terra” che gli accarezza il capo di bambino.

Giorgina Busca Gernetti

Commento pubblicato nel blog L’Ombra delle Parole

https://lombradelleparole.wordpress.com/2015/10/29/nazario-pardini-sei-poesie-da-radici-2000-laterza-ottobre-lo-stradone-di-scuola-immagini-il-colore-marrone-della-terra-alla-foce-era-lestate-con-un-commento-di-gior/comment-page-1/#comment-9737

 

 

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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