Annamaria De Pietro. Commento a “Il canto di Orfeo” di Giorgina Busca Gernetti, da “Echi e sussurri”, Polistampa, “Sagittaria”, Firenze 2015, V parte

Canto_Orfeo[1]

 

Da Orfeo ad Orfeo, cara Giorgina, ecco il tuo disteso racconto, il tuo poemetto forte e delicato, che spazia insistendo amorosamente fra i toni del suono, o canto (uccelli felici, uccelli piangenti – Orfeo felice, Orfeo piangente, nell’attimo assurdo di una perfetta consonanza sciamanica fra natura e arte) e, in corrispondenza sottile, i toni della luce. Sciabola in versi molto belli un “azzurro: “… volano gli uccelli / più vari nelle piume e nei gorgheggi / e dritti i pesci dal profondo azzurro / dell’acqua in alto guizzano, incantati / dal suo armonioso canto di sciamano / in un silenzio estatico, misterico.” Si noti qui l’enjambement che accompagna e dice il fluire degli elementi elastici e mossi, l’acqua, la voce. E si noti la pungente allitterazione “azzurro”-“guizzano”, frizzante, vitale. E ancora si noti la sequenza paranomastica in assonanza “estatico, misterico”, al mio orecchio blandamente narcotica, riducendosi l’apertura della tonica dal massimo della “a” di “estatico” nella sua susseguente “e” di “misterico”: le creature al canto di Orfeo si addormentano piano piano, il silenzio è silenzio un po’ alla volta.
Inoltre,, in tutti i movimenti in cui Orfeo tenta l’Ade, o almeno cerca di tentarlo, e poi fallisce, ho contato sei occorrenze di “luce” più un “luminoso”, dieci occorrenze di “buio” e parole correlate per senso: “tenebrosa”, “tenebroso”, “tenebre”, “notte”. Ricorrenze in affannata rincorsa. E “nel fitto buio dell’eterna notte” si perde la voce, il tentativo di voce, di Euridice, in un verso che è sintesi perfettamente simmetrica, coi suoi aggettivi in parallelismo, sintatticamente, metricamente, geometricamente illacrimabile, casa conchiusa del fallimento. Fallimento raddoppiato, potrei dire, dal parlato di Euridice, una Euridice che, potrei ancora dire, , partecipa del mito di Orfeo, partecipa con le sue parole, non è solo sfondo, eco, premessa del fare e andare e disfare di lui.
Si aggiunga che il “buio”, ma più debole, come ben si addice a larve inconsistenti, si stempera nella ricorrenza di “Ombra” e “Ombre”, che è sì designazione classica e in apparenza neutra, ma che in questa intonata tavolozza di contrapposti risucchia in sé, debolezza di adamante, il naufragio di ogni arcobaleno.
Parole. significato. senso. Queste parole, questo significato, questo senso. Tutto in un mazzo, tutto insieme.

Desidero sottolineare, ma si potrebbero fare altri esempi, la struggente, equilibrata passione, leggera, luminosa piano piano, della seconda parte de “Il canto di Orfeo”. È possibile (io non ne conservo ricordo) che riprenda un auctor, ma quello che m’interessa è come, qui e ora, la comparazione è espressa. Veramente vi spira un’aura classica, una mancanza d’impazienza, di ‘dover dire, dover fare’ in questo modo o in un altro per piacere a qualcuno, o, più insidiosamente, a un altro volto di sé medesimi; un agio nel procedere, a piccoli passi, srotolando adagio una tela dipinta in cui perfino “il crudele zappatore” per quell’attimo non sembra il sicario della morte. Anche qui l’”ombra”, ma è “l’ombra fitta di un frondoso bosco”, è un’ombra non contrapposta alla luce, bensì sua variazione complementare nel permanere dell’alternanza “notte”-“giorno”.

Parlavo all’inizio di “disteso racconto”. Sì, questo per me è fondamentale: i miti sono racconti, racconti che si arricchiscono, si negano, si divaricano in varianti nella lunga storia del racconto dei miti. I miti sono ospitali, non tengono chiusa la porta di un’unica verità bloccata per sempre. E tutte le varianti sono vere.
Non a caso l’incipit del poemetto suona: “Orfeo m’invita a rinnovare il canto / che narra la sua tragica sventura /…”. Rinnovare, questa è la parola.

Annamaria De Pietro

*

Pubblicato nel blog L’Ombra delle Parole, 22 novembre 2015

https://lombradelleparole.wordpress.com/2015/11/22/giorgina-busca-gernetti-poesie-il-canto-di-orfeo-il-canto-di-orfeo-sulla-terra-il-canto-nellerebo-il-patto-infranto-il-pianto-di-orfeo-la-morte-di-orfeo-leterno-c/

 

 

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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