Stefano Valentini. Recensione al libro di poesia “Echi e sussurri” di Giorgina Busca Gernetti, Polistampa “Sagittaria”, Firenze 2015

ECHI E SUSSURRI safe_image[4]

 

 

Giorgina Busca Gernetti,  ECHI E SUSSURRI

Polistampa, Sagittaria, Firenze, 2015

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L’ ottimo e colto saggio di Marco Ono­frio, in apertura di volume, indirizza il lettore nel cuore stesso dell’opera di Gior­gina Busca Gernetti, quando con perfetta sintesi afferma: “cerca I’eterno nel tempo, e questo è iI movimento del suo sguardo”. Sono questi, infatti, i cardini fondamentali di un’opera tanto sfaccettata quanto co­erente e unitaria: non a caso un esper­to come Franco Manescalchi ha scritto che Busca Gernetti “riesce a fare cultura e poesia nello stesso tempo”. L’armonia del verso, classicamente formata e nutrita, e la (splendida) veste d’un pensiero ordinato e solido, proposta d’una visione del mondo fornita di radici profon­de di conoscenza e prospettiva. “Echi” che ci vengono dai classici e dalle nostre radici identitarie, “sussurri” come suggestioni, segni, indicazioni, guide, intendimenti. II libro è trinato di riferimenti, rifusi però tutti in un contesto originale e personale, senza ombra nè rischio di calco. Si apre con un esplicito omaggio alla sera foscolia­na, cui seguono meditazioni di respiro metafisico. La vita umana è “un disperdersi vano I di lieve polvere che il vento ignaro I solleva e via con sè lungi rapina”. Ne consegue un atteggiamento di fiera solitudine (“Essere soli. Averne il coraggio,/ resistere, serrati dentro un carcere”) che non è sdegno, ma riparo “alle lusinghe del mon­do ingannevoie”. Magnifiche le poesie dedicate a Cesare Pavese e capolavoro soprattutto quella ispirata alla sua tomba, tra le colline “dolci e rotonde come le mammelle / d’una donna che attende nella casa / cullando II figlioletto”, immagine struggente se si pensa al destino del grande cantore delle Langhe. Ma I’intero libro è ma­lioso ed evocativo, teso tra esilio e appartenenza, tra amore per la vita e sofferto ritegno. I dubbi dell’autrice, devotissima alla sua arte, rinnovano quelli che hanno accompagnato molti grandi poeti e pensatori: “Dolente anima mia, I sola non sei in questa sofferenza I di tormentati esuli”, secondo un gioco di specchi, corrispondenze e rimandi tra I’autrice e chi I’ha preceduta. La sezione “Seduzio­ni” racchiude gioielli dedicati a luoghi, innanzitutto marini, nei quali si fa più scoperto il vissuto biografico e affettivo dell’au­trice e l’anima “forse si ridesta l alla serenità, alla dolcezza / smarrite nell’oscure traversie / dei giorni”, tra “voci difformi in arcana armonia”; emerge, anche, una spiccata abilità descrittiva, quasi pittorica. II vento è “spirito vivente che riecheggia / ciò che ascolta nel suo vagare intrepido / di terra in terra, le voci iterando, / le parole d’amore e di lamento”. Siamo al colmo della pace, ogni turbamento è sciolto: “Nel verde la mia ani­ma s’immerge / e s’annulla in un magico naufragio”, la mente germoglia nuovi pensieri “non più di luce muta / nè deserta di gioia”. Nel sonetto dedicato alla nebbia, può persino risultare “magico I’incanto” dovuto a “quest’assenza / di forma certa, salda, indubitabile”, a valorizzare anche l’incertezza caratteri­stica di questi nostri tempi. Di fronte al Po, testimone della sua infanzia, “una goccia e un istante dell’eterno, / un nulla dentro il tutto immenso e vago”, proprio come i nostri personali ricordi. Toccanti le poesie in memoria degli amati animali) – un canarino, un topolino, un cane boxer – intrise della “leale confidenza / tra esseri che mai si tradiranno”. La sezione “Immagini elleniche” ospita dodici poesie ispirate dai luoghi classici greci con i loro miti, che consolano le angosce presenti e passate (la morte in guerra del padre dell’autrice, prima che lei nascesse): “dimenticare la disar­monia l della mia oscura vita l nell’armonia divina dell’Acropoli”. La fantasticheria di (ri)vivere al tempo di “una gente / che forse è Ombra, ma in eterno vive” stabilisce un originale ponte tra Grecia antica e presente, in una riflessione che parte dalla culla della civiltà per approdare alle rive dell’oggi. Corinto con il mito di Medea, Micene e Ifigenìa, Olimpia e gli atleti in “gara con it Tempo / che le cose distrugge e non può spegnere / la voce del poeta”, (Pindaro), I’amato mare di Hydra nuotando “felice tra le onde”, Itaca e Ulisse, Lesbo e Saffo. II poemetto conclusivo “II Canto di Orfeo”, elegante riscrittura del mitoe forse più amato e struggente d’ogni epoca, cul­mina nell’idea del canto che valica il tempo (“Perenne il canto suo nella natura /…/ Ovunque è poesia. Eterno è Orfeo”) chiosando un libro che merita di essere annoverato tra i più belli e significativi di questi anni.

Stefano Valentini

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Recensione pubblicata su La Nuova Tribuna Letterarian. n.121/1016

 

 

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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