Epicuro, Lettera a Meneceo

LA PRESENZA DI ÈRATO

epicuroEpicuro,filosofo greco (341-270 a.C.), democriteo nella concezione della natura, coltivò l’amicizia e l’insegnamento, che considerò i beni supremi per l’uomo. Nel 306 aprì un cenacolo, chiamato Il Giardino,ad Atene, che divenne uno dei principali centri di cultura del suo tempo. Il suo insegnamento morale ha come scopo il raggiungimento della felicità. La vita dell’uomo si scandisce tra due poli: piacere e dolore. L’ignoranza della vera natura delle cose, da cui derivano turbamenti e superstizioni, appunto perché turba l’anima, è sensazione dolorosa. La liberazione dell’ignoranza, la comprensione della natura delle cose è tranquillità, equilibrio: è piacevole sensazione. Bene e male debbono ricondursi a ciò che essi sono: sensazioni e stati d’animo, dolorosi o piacevoli. Così lo stesso piacere, portato alla massima intensità è turbamento, per cui il piacere acuto e violento è dolore. Qualora si ottenga misurato equilibrio interiore si ha il piacere più puro, armonia interiore, ragionevole serenità. Il…

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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4 risposte a Epicuro, Lettera a Meneceo

  1. Grazie di nuovo e un affettuoso saluto, caro Nico! Giorgina

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  2. Nico ha detto:

    Che bello insegnare letteratura latina o meglio dire storia della letteratura latina, di certo cara Giorgina sarai sempre stata circondata dalla bellezza degli scritti classici di autori come Lucrezio, provo tanta ammirazione per te.
    Ti invio un affettuoso saluto, cara Giorgina.

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  3. Ti ringrazio per il graditissimo “elogio” di Lucrezio che ho sempre amato fin dalla prima volta che ne ho lette alcune parti al liceo.
    All’università uno dei corsi monografici di letteratura latina era proprio sul grandioso poema di Lucrezio.
    Ho continuato a leggerlo con amore come docente di letteratura latina al liceo classico.
    Tutto ciò che ha scritto è di una verità persino incredibile.
    Adoro il passo sulla “danza” degli atomi nel vuoto e tanti altri passi che non sto a elencarti altrimenti riscrivo il “De rerum natura”.
    Di nuovo grazie e buone cose in tutto, caro Nico!

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  4. Nico ha detto:

    E’ certo che senza l’influenza di Lucrezio molta parte della cultura moderna non sarebbe la stessa, non a caso possiamo ritenerlo fonte di trasmissione dell’Epicureismo influendo di fatto sulla concezione della natura, anche lui insieme a Bruno era convinto della pluralità dei mondi, pluralità intesa come concetto di universi paralleli piuttosto come sistemi solari differenti, ed è su questo punto che il suo insegnamento amplierà la base dell’atomismo di Democrito, ed è per questo motivo che il suo interesse per l’analisi delle particelle piccole e indivisibili, lo porterà ad analizzare vari processi di formazione della conoscenza e delle immagini, e dell’universo in generale.
    Strenuo difensore della libertà della ragione sul dogmatismo religioso, lo vedo come colui che descrisse in maniera pregiata le varie tappe dell’evoluzione umana, dall’invenzione del linguaggio, a quella delle leggi e della forma di aggregazione sociale come governo.
    Si disse che impazzi per colpa di un filtro d’amore, ma come in tutte le cose, i grandi personaggi attraggono le più grandi fantasie, Lucrezio come Voltaire o Hobbes, amava la “ragione” e non il fine sentimentalismo di Schlegel.

    Buon lunedi e buona pasquetta cara Giorgina..

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