Eugen Galasso. Recensione a “Echi e sussurri”, Polistampa, “Sagittaria”, Firenze 2015

ECHI E SUSSURRI safe_image[4]

 

 

EUGEN GALASSO. RECENSIONE a ECHI E SUSSURRI

di Giorgina Busca Gernetti

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Classicista, già docente di letteratura italiana e latina al Liceo Classico di Gallarate (lei

è piacentina, però), Giorgina Busca Gernetti non ha bisogno di alcuna presentazione, dato che da anni pubblica raccolte poetiche di notevolissimo spessore.

Qui, con un titolo complessivo quasi (per fortuna solo “quasi”, vista l’atroce prospettiva dell’opera in questione dell’autore svedese) bergmaniano («Sussurri e grida», come noto), la poetessa articola il libro in cinque sezioni («Fiori della notte», «Alba dell’anima», «Seduzioni», «Immaginì elleniche», «Il canto di Orfeo»), decisamente dense, come densa è la bella prefazione di Marco Onofrio e la postfazione del curatore Franco Manescalchi.

Mai come in altre raccolte poetiche qui l’autrice dichiara i suoi referenti “favoriti”: la c1assicità greco-latina (più greca che latina, invero), ovviamente, ma anche Rainer Maria Rilke (i cui versi introducono ogni sezione), riletto in modo tutt’altro che apologeticamente “confessionale” ma come poeta del dubbio e della speranza (l’angelo – forse “l’angelo necessario,” per dirla con Massimo Cacciari, ma l’espressione è un verso del grande poeta statunitense Wallace Stevens), come poeta del Dio-tutto, panteisticamente inteso, includente dunque in pieno la natura (line Bruno-Spinoza- Schelling, se vogliamo, non Hegel, che disprezza l'”ammirare Dio nelle cose naturali”), ma anche un grande incompreso e déraciné della poesia italiana e non solo, Cesare Pavese, al quale però idealmente dice: «Non ti seguo nel Nulla, Cesare mio» ( «Pagina mia», dedicata a Cesare Pavese, op.cit., p.45), oltre a quell’altro grande “escluso” dalla cultura, in specie da quella paludato-codina, che è Lord George Byron, cui dedica «Capo Sounion», con il verso straordinario del grande romantico inglese «let me sing and dìe» («lasciami cantare e morire») in esergo.

Poesia dell’illustrazione e della descrizione, ma che ritrova sempre \’intima essenza della poesia e del poetico, come nel lungo viaggio poetico attraverso Hellàs, attraverso quanto la Grecia antica (quella moderna, monarchica, poi della terribile dittatura dei colonnelli, di Tsipras e di Varoufakis, delle interferenze dell’UE interessano meno, chi scrive questa nota ma fortunatamente anche Giorgina) offre ancora a chi la visita e ammira-adora da sempre.

Poesia (ma qui a chi scrive sorge un problema: quello di non ripetere cose già scritte in altre occasioni) di significante, di classica scrittura poetica (basterebbe, nella citata poesia su e per Byron il verso «Serse sconfitto piange il sogno infranto», in «Capo – Sounion», op.cit., p.91), dove l’allitterazione introduce musicalmente, quasi tirteicamente, l’evento, ma anche sempre di significati, densi, profondi, come quando si chiede se «Vita o esistenza? ». («Dubbio», op.cit., p.31) invitando infine a un dolce escapismo salutare: «Anima mia, rifugiati nel sogno», ibidem), dove il dilemma para-shakespeariano («To be or not to be, that is the question» in “Harnlet», Atto Terzo, Scena Prima, soliloquio di Hamlet) si distende nella dimensione del sogno, da sempre ventilata, dalla cultura classica “occidentale” e da quella orientale, antica e non, approdando a «La vida es sueño»,. di Pedro Calderon de la Barca, senza dimenticare una riflessione poetica (il vero “pensiero poetante”, in realtà) sulla vita stessa («Bios» e non «Zoè», dovremmo dire grecamente) di grande efficacia: «Impietosa clessidra questa vita», in «La clessìdra», op.cit.p.21).

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Eugen Galasso

Giorgina Busca Gemetti. «Echi e sussurri». Firenze. Edizioni Polistampa, 2015, pp.124, € 10

Recensione pubblicata nella rivista culturale LATMAG di Bolzano, n. 74 / 2016

 

 

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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