“Minotauro” di Giorgina Busca Gernetti

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 I miti greci, come spesso anche quelli di altre civiltà, sono giunti fino a noi grazie ai vari poeti o eruditi che li hanno tramandati, talora con lievi varianti nella narrazione degli eventi. Basti pensare alle diverse versioni dell’abbandono di Arianna addormentata sull’isola di Nasso da parte di Teseo durante il ritorno da Creta ad Atene.
Su un punto, però, le narrazioni coincidono: la mostruosità del Minotauro, figlio di Pasifae, moglie del re di Creta Minosse, la quale, innamoratasi dello splendido Toro bianco donato da Poseidone allo stesso Minosse, per congiungersi a lui si camuffò da vacca. Da questo connubio disgustoso nacque il Minotauro, umanoide ma con istinti prevalentemente ferini, tanto che si cibava di carne umana.
È nota a tutti la vicenda in cui compaiono l’architetto Dedalo, il Labirinto nel cui centro era rinchiuso il mostro, l’eroe ateniese Teseo che voleva ucciderlo, Arianna, figlia di Minosse e sorellastra del Minotauro, che se ne innamora e lo aiuta, il “filo d’Arianna”, l’uccisione del mostro e l’uscita dal Labirinto di Teseo vincitore.
Ma quante colpe, quanti sacrilegi in questa vicenda in cui, per tradizione, il personaggio negativo è il Minotauro, mentre Teseo è l’eroe positivo che libera Atene dall’orribile tributo di giovani da offrire in pasto al Minotauro?
Pasifae era figlia di Helios, cioè Phoibos, il Sole luminoso, quindi il Minotauro era nipote di Febo-Apollo. Pasifae si congiunse con un toro: nessun commento se non che si trattava del Toro luminoso di Poseidone, quindi il Minotauro era in un certo senso nipote anche del dio del mare. Minosse era figlio di Europa e di Zeus, tramutatosi in toro per rapirla e amarla. Il Minotauro era dunque nipote anche di Zeus. Non un mostro, quindi, ma un discendente luminoso delle maggiori divinità.
Arianna aiutò il nemico Teseo tradendo il padre e concorrendo all’uccisione del fratellastro. Forse lo fece per amore, forse per altri motivi, ma il tradimento resta evidente.
Chi è, allora, il personaggio negativo, il colpevole sacrilego e chi la vittima?
Se si potesse far parlare quello che nella tradizione è il personaggio muto, il Minotauro, forse si udirebbe una versione tutta diversa da quella tramandata da secoli.
L’uomo dalla testa di toro si chiama Asterione (luminoso figlio degli astri); ha una duplice natura, umana e divina, ma gli dèi, per nascondere la ferinità esistente anche in loro, hanno lasciato che Asterione fosse considerato un essere solo bestiale dagli istinti ferini: un mostro.
Asterione, invece, è la vera vittima degli dèi e degli uomini,
Il Minotauro, se potesse parlare, metterebbe a nudo la sua umanità e alluderebbe sempre alla luce che in lui splende persino nel nome, Asterione / Asterio, benché lo abbiano rinchiuso nel buio del Labirinto.
Egli è figlio della luce e solo con la morte, cui non si oppone cedendo a Teseo, può svestirsi del corpo mostruoso, degno di vivere rinchiuso nell’oscurità, e risorgere come essere luminoso e immortale.

*

Immagine dal web: Minotauro

Kylix, circa 515 a.C., Museo Arqueológico Nacional de España, Madrid

pittura a figura nera

pubblicato in Facebook nel Gruppo “Amici della Cultura Greca e… non solo antica”

 

 

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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